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Cinque del mattino. 15 settembre 2026. Davanti agli occhi, il Monte Ararat. Sotto i piedi, 5.137 metri. Attorno, un vento che soffia a 60 chilometri orari e una temperatura di 15 gradi sotto zero. ร qui che l’alpinista di Sant’Elia Fiumerapido Carmine Lanni ha portato a termine una delle imprese piรน difficili della sua vita.
Un viaggio iniziato a Istanbul e proseguito fino a Erzurum e poi a Dogubeyazit, nella regione dellโAnatolia orientale. Da quota 2.200 metri รจ cominciata lโascesa, prima verso il Campo 1 a 3.400 metri e poi al Campo 2, a 4.200.
La partenza per la vetta รจ avvenuta a mezzanotte. Poi, a 4.800 metri, il momento piรน duro.
Passo dopo passo, nonostante il freddo e la stanchezza, Lanni รจ andato avanti. Alle 5 รจ arrivata la vetta. Una conquista che arriva dopo quella del Kilimangiaro, raggiunto nel 2022, ma che Lanni considera ancora piรน impegnativa. Dopo piรน di sette ore di discesa, lโarrivo a valle. La stanchezza รจ enorme, ma resta la soddisfazione di aver superato ancora una volta i propri limiti.
Avevo deciso di smettere con la montagna โ racconta โ ma lโArarat mi era rimasto dentro. Per il suo fascino e per il suo significato biblico, legato alla tradizione dellโArca di Noรจ. Sentivo che dovevo provarci.
La montagna รจ sofferenza, paura e fatica, ma รจ anche libertร . Lassรน sei solo davanti a te stesso. Ed รจ proprio questo che amo: la montagna non ti regala niente, ogni passo devi conquistartelo. Dopo tutto quello che mi รจ successo negli ultimi anni, a partire da un grave incidente, arrivare in cima allโArarat รจ stata unโimpresa che dedico soprattutto a me stesso. Ormai lo dico scherzando: se non soffro, non mi diverto.
Ringrazio la mia futura ex moglie Anna, che mi supporta e mi sopporta in queste mie pazzie. Spero che sia lโultimaโฆ anche se non escludo il ritorno.

















