๐๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐ – ๐๐๐จ๐๐ซ๐๐จ ๐ฏ๐ข๐ฏ๐ ๐๐ง๐๐จ๐ซ๐: ๐ข๐ฅ ๐ง๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐จ ๐ซ๐ข๐๐จ๐ซ๐๐จ ๐๐จ๐ฉ๐จ ๐ฅ๐ ๐ฌ๐๐ซ๐๐ญ๐-๐๐ฏ๐๐ง๐ญ๐จ ๐ข๐ง ๐ฆ๐๐ฆ๐จ๐ซ๐ข๐ ๐๐๐ฅ ๐๐จ๐ง๐๐๐ญ๐จ๐ซ๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐๐
Edoardo Inglese vive. Vive ancora. Lo si รจ chiaramente percepito ieri, a poco piรน di un mese dalla Sua prematura scomparsa, dai tanti partecipanti della serata-evento che proprio la Sua Creatura Musicale, l’Original Slammer Band, da Lui messa, a Sora, su 38 anni fa, ha organizzato in memoria Sua, del suo Talento, dei suoi Scritti, non solo pentagrammatici, del suo Cervello vulcanico.
Lรฌ, tra i Suoi amici, i Suoi compagni di vita, i Suoi colleghi di passione, Edoardo c’era, lo avete visto tutti: lรฌ, al Teatro Stabile “Costantini” di Isola del Liri, dove il ricordo ha prevalso sulla commozione, dove il racconto ha battuto la tristezza, dove la Musica ha surclassato qualsiasi altra emozione.
“La strada” รจ la mia canzone preferita, tra decine, della Slammer: Poche righe che, in pochi minuti, fanno parlare il Suo romanticismo ironico di Destino, di Caso, del ponte terreno che, “tra le valli e le cittร ”, unisce la Prima Vita alla Seconda Vita.
La nostra Prima Vita alla Tua Seconda Vita.
Dopo la serata di Isola del Liri sei andato “proprio lร ”, Edoardo. Lungo quella Strada. La Strada della Tua Seconda Vita.
A presto
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