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Da Costantino Mancini Terracciano, Presidente del Comitato per la Difesa delle Cascate del Liri, in replica ad una recente asserzione relativa alla presunta origine “umana” delle Cascate di Isola del Liri, riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato di smentita:

Durante il Convegno sul nuovo Piano Urbanistico Comunale di Isola del Liri alcuni relatori hanno affermato che almeno una delle Cascate del nostro paese, quella del Valcatoio, non abbia una origine naturale, ma sia frutto dellโ€™intervento dellโ€™uomo.
Al riguardo, anche in virtรน della carica di Presidente del Comitato per la difesa delle Cascate del Liri, mi corre lโ€™obbligo di smentire categoricamente queste affermazioni.
Una teoria, qualsiasi teoria, di carattere storico o geografico dovrebbe fondarsi su prove certe, quantomeno di carattere documentale, che possano in qualche modo sorreggerla. Altrimenti si รจ nel campo delle cosiddette supposizioni. Ebbene non esiste nemmeno la piรน piccola prova, il piรน stringato documento che possa in qualche modo convalidare questa tesi non veritiera. Ci sono, viceversa, soltanto supposizioni che, al contrario, smentite da considerazioni che trovano maggior fondamento logico, in particolare con riferimento al contesto soprattutto storico in cui si collocano.
Le teorie, che sostengono lโ€™origine artificiale delle nostre Cascate si basano sullโ€™assunto, del tutto indimostrato, che originariamente esisteva tuttโ€™al piรน una sola cascata e, quando fu costituito il primo nucleo del castello, il corso dโ€™acqua fu separato per rendere la fortezza maggiormente difendibile. Dal che sarebbero nate le due cascate e, conseguentemente, il paese a forma di isola dai due bracci del fiume che venivano separati. Tutto questo, sempre secondo queste teorie, sarebbe avvenuto intorno allโ€™Anno Mille e cioรจ in pieno Medio Evo.
Ora รจ di tutta evidenza che in questa epoca, seguita al dissolvimento dellโ€™Impero Romano e preceduta dalle incursioni dei barbari e dei saraceni, che avevano funestato la nostra penisola, vi era stato un notevole regresso nel campo delle realizzazioni ingegneristiche, e soprattutto di quelle idrauliche.
Le cascate delle Marmore furono infatti realizzate dai Romani deviando il corso dei fiumi Velino e Nera. E lo stesso primo tentativo di prosciugamento del bacino del Lago di Fucino, a noi molto piรน vicino, fu perseguito durante il regno di Claudio. Di queste opere, come di altre consimili, vi sono notevoli tracce. Opere cosรฌ imponenti gli abitanti delle regioni italiche non furono mai in grado di intraprendere dopo il crollo dellโ€™Impero, anzi per incuria e incapacitร  finirono per far interrare anche lo scavo, iniziato proprio sotto Claudio, che avrebbe dovuto far confluire le acque del Fucino nel letto del fiume Liri. Infatti bisognerร  attendere il diciannovesimo secolo per veder prosciugato il lago di Fucino. Chi non ricorda la famosa frase del principe Alessandro Torlonia, propugnatore del progetto che, riferendosi alle ingenti spese dellโ€™opera, pare abbia affermato: โ€œO io prosciugo Fucino, o Fucino prosciuga me!โ€?
Sembra mai possibile, quindi che in pieno Medio Evo gli abitanti delle nostre contrade, o chissร  chi per loro, abbiano potuto compiere unโ€™opera talmente titanica, che ancora oggi sarebbe di non facile realizzazione, quale quella di deviare o separare il corso di un fiume, creando addirittura una se non due cascate con dei salti cosi elevati?
Stiamo parlando di unโ€™epoca in cui le competenze in maniera di idraulica erano regredite, ma non certo la divulgazione dei testi scritti. Che anzi, anche con la diffusione dei monasteri, avevano ripreso vigore. E proprio a quegli anni risalgono le prime attestazioni del castello, denominato appunto del Colle San Lorenzo e il documento in cui รจ riportato per la prima volta il termine di Isola del nostro caro paese: โ€œInsula filiorum Petriโ€, che campeggia anche sul nostro stemma cittadino. Dunque, possibile che su questi documenti inconfutabili non vi sia la benchรฉ minima traccia dellโ€™origine da parte dellโ€™uomo dellโ€™Insula e quindi delle sue Cascate e di una operazione idraulica di una portata tale che, se a quellโ€™epoca fossero stati in grado di compiere, avrebbe indubbiamente destato la meraviglia non solo degli abitanti di questi luoghi, quantomeno del regno del Meridione dโ€™Italia, nel quale il nostro paese andava a confluire, o del vicino Stato della Chiesa?
Quindi non รจ assolutamente vero che le Cascate sono nate a seguito del castello per consentire a questo una sua migliore possibilitร  di difesa. E’ vero semmai il contrario: il castello fu costruito sulla rupe che biforcava naturalmente il fiume dando origine alle Cascate e quindi allโ€™Isola, proprio perchรฉ quel punto era maggiormente difendibile. Come del resto รจ avvenuto per tutte le fortificazioni create in quellโ€™epoca: si sceglievano i siti offerti dalla natura per erigere i castelli e le fortificazioni di difesa e non il contrario.
Tutto questo anche per non sminuire, come forse qualcuno vuol tentare di fare, la bellezza e lโ€™importanza delle nostre Cascate. In particolare quella del Valcatoio, ridotta ora a un misero ruscello, considerata chissร  perchรฉ la piรน bistrattata mentre, senza nulla togliere allโ€™altra, che un tempo si poteva definire Grande, ma oggi non lo รจ piรน per come รจ stata ridotta, e che era la piรน ammirata e riprodotta dagli stessi pittori del gran tour del nostro Bel Paese.
Ne consegue, per quanto ovvio, che la Carta Sociale del Paesaggio, nellโ€™ambito del nuovo Piano Urbanistico Comunale Generale, dovrร  mettere al primo posto la tutela delle Cascate del nostro paese e il nostro Comitato sarร  ben lieto di collaborare con tutte le Autoritร  Comunali, nonchรฉ con i tecnici dalle stesse incaricati.

L'immagine attuale non ha un testo alternativo. Il nome del file รจ: cascata1.jpg
					

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