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La “prima” ufficiale del Cittร di Anagni Calcio, elevatasi a seconda forza calcistica provinciale dopo il forfait del Sora e la retrocessione del Cassino, avrร quale co-protagonista il Venafro nell’ambito della Coppa Italia di Serie D.
Il kick-off รจ fissato per le 16,00 di domenica 23 agosto al campo “Del Bianco” della cittร dei Papi. C’รจ molta attesa nella tifoseria locale, che puรฒ cosรฌ riassaporare la serie D a distanza di sette anni, una categoria peraltro vissuta all’epoca peregrinando in altre sedi, date le precarie condizioni in cui versava l’impianto sportivo di Anagni. Il “Del Bianco” attuale ora รจ perfettamente fruibile e l’auspicio di tutti รฉ che possa costituire un degno teatro su cui recitare una commedia che non duri soltanto una stagione, cosรฌ come era accaduto nelle piรน recenti esperienze nel massimo contesto dilettantistico nazionale.
Avendo la societร del presidente Pace optato per la riconferma della squadra vittoriosa nel campionato di Eccellenza nella sua ossatura, con in testa il mister Giorgio Galluzzo, appare evidente che il primo obiettivo sia ottenere la permanenza in categoria e pertanto sarร necessario fare punti fin dalle prime giornate. Il calendario propone nelle prime tre giornate vecchie conoscenze come il Certosa, acerrima avversaria nella corsa alla serie D che ha a sua volta raggiunto dopo gli spareggi, Albalonga e Unipomezia prima della trasferta in Sardegna, chez Latte Dolce Sassari, e quindi in un certo senso dร una mano ai biancorossi, che potranno mettere in cascina il fieno necessario per affrontare i tempi duri che sicuramente verranno.
Tornando alla gara con il Venafro, la cui ultima presenza in serie D risale alla stagione 2008/09, considerando che anche la compagine molisana appare condividere la condotta dell’Anagni, con le eccezioni dell’innesto di alcuni giocatori spagnoli, appare lecito attendersi un match in cui le contendenti avranno quale prioritร la verifica dei rispettivi potenziali. Vincere, comunque, fa sempre morale ed รจ chiaro che giocare di fronte al proprio pubblico darร a Flamini e soci le giuste motivazioni.
Gennaro Memoli

















