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In attesa che cali il sipario sulla complessa vicenda che mi ha reso mio malgrado protagonista ed in doverosa attesa, altresรฌ, del risultato delle indagini, avverto lโurgenza di consentirmi un momento di riflessione.
In questi giorni, nei miei confronti, sono stati utilizzati aggettivi โpieniโ ed altisonanti (per i quali ringrazio) e sarebbe facile, da parte mia, โappropriarmeneโ, ma lo troverei ingiusto. Io non ritengo di aver fatto nulla di eroico, nulla di prezioso o speciale, nulla che, a mio avviso, richieda particolari abilitร o virtรน.
Ho fatto solo il mio dovere.
Ho solo preteso, negli anni (senza ottenerlo ancora in pieno, per la veritร ), il rispetto delle norme civili, penali ed amministrative che sono alla base del funzionamento pacifico dello Stato. E nelle quali io credo con fermezza. Mi fa riflettere, per la prospettiva con cui guardo il mondo, che un contegno ordinario, come ritengo essere stato il mio, venga connotato di tanta eccezionalitร .
Non posso non ringraziare tutti Voi, nessuno escluso, per avermi rivolto anche solo un pensiero ed una parte del proprio prezioso tempo, per esprimermi vicinanza.
Se mi รจ concesso (e nella speranza che non me ne voglia), in questi doverosi ringraziamenti, vorrei fare un unico nome: Domenico Cavallo, il Capitano Comandante della Compagnia dei Carabinieri della Stazione di Sora, e con lui tutti gli uomini dellโArma. Il suo raro spessore umano, la sua vicinanza e la sua determinazione – che ne fanno un servitore dello Stato nel senso piรน alto del termine, mi hanno fatto sentire meno sola e di certo sicura e protetta, in un momento, รจ sciocco nasconderlo, difficile per me e per la mia famiglia.
Ringrazio inoltre tutti i Colleghi e le Colleghe, anche a me completamente sconosciuti, che mi hanno rivolto parole di stima, di affetto e di solidarietร . Un particolare abbraccio ai Colleghi dellโOrdine forense di Cassino, al quale, dopo oggi, appartengo con ancora piรน orgoglio.
Il mio desiderio รจ che questa enorme vicinanza emotiva che tutta la cittร mi ha espresso, possa mutarsi, anche solo in parte, in spirito critico e coraggio di scelta, cosรฌ che, chi crede di imporre prepotenza e violenza sul nostro territorio, nel caso in cui ne venga accertata responsabilitร in tal senso, possa sentirsi tanto isolato da non avere altra scelta, se non quella di abbandonarlo.
Di certo, perchรฉ ciรฒ accada รจ necessario che le Istituzioni tutte, per prime, diano esempio di fermezza, rigore e condanna. Mi rattrista che, proprio quelle di prossimitร , abbiano mostrato una certa timidezza. Per usare un eufemismo.ย Mi chiedo e vi chiedo il perchรฉ. Di nuovo grazie.
Giuliana Pagnanelli

















