๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ – ๐๐๐ ๐๐ฆ๐๐ข๐๐ง๐ญ๐: ๐๐ค ๐ฅ๐จ ๐ฌ๐ญ๐๐ญ๐จ ๐๐ข ๐๐๐ฅ๐๐ฆ๐ข๐ญ๐ฬ ๐๐จ๐ฉ๐จ ๐ข ๐๐๐ง๐ง๐ข ๐๐ ๐ฆ๐๐ฅ๐ญ๐๐ฆ๐ฉ๐จ, ๐ฆ๐ ๐ฅ๐ ๐ฉ๐ซ๐๐ฏ๐๐ง๐ณ๐ข๐จ๐ง๐?
Apprendiamo dai media che il Comune di Frosinone, a seguito degli ingenti danni procurati dallโemergenza meteo dello scorso 6 gennaio, ha richiesto alla Regione Lazio il riconoscimento dello stato di calamitร naturale. Iniziativa invero piuttosto scontata in tali circostanze. Si tratta del consueto copione che abbiamo visto in innumerevoli occasioni a seguito di eventi meteo che con il cambiamento climatico in atto non possiamo piรน definire eccezionali: si chiedono risorse per riparare i danni mentre non si investe abbastanza per prevenirli.
La cittร di Frosinone dispone di un Gruppo Comunale di Protezione Civile che svolge un lavoro encomiabile nella gestione operativa delle emergenze, ma lโautoritร politico-amministrativa che sovraintende ad esso dovrebbe moltiplicare gli sforzi per renderlo piรน efficiente e minimizzare i rischi da eventi meteo estremi. ร a tal fine utile analizzare cosa รจ stato fatto e soprattutto cosa non รจ stato fatto a tale riguardo prima e durante lโemergenza dei giorni scorsi.
Con Ordinanza sindacale del 5 gennaio, a seguito dellโallerta arancione diramata dalla Regione, era stato attivato il Centro Operativo Comunale (C.O.C.), con il compito di monitorare le criticitร sul territorio, coordinare gli interventi necessari e fornire assistenza alla popolazione. Dalla lettura del provvedimento emergono perรฒ due grosse pecche che riteniamo opportuno evidenziare:
Lโallerta meteo a cui si fa riferimento รจ esclusivamente quella emanata a livello regionale, che per sua natura non รจ in grado di entrare nel dettaglio delle possibili criticitร locali, p.es. riguardo il rischio di esondazione del Fiume Cosa e dei torrenti Rio e Cenicia che scorrono sul territorio comunale. Ravvisiamo dunque la necessitร che venga potenziato lโufficio meteo comunale in modo da poter prevedere, in base al microclima locale e allโentitร delle precipitazioni nelle zone a monte della cittร , la tempistica del raggiungimento dellโonda di piena, cosรฌ da prendere tempestivamente le contromisure necessarie ad evitare danni a persone e a cose. Tutti hanno infatti potuto constatare come, nel pomeriggio del 6 gennaio, il livello del Cosa si sia pericolosamente alzato nellโarco di sole due ore fino a lambire le arcate superiori dei principali ponti che lo attraversano.
Nellโordinanza si dice che โove necessario, si procederร allโattivazione ed allโimpiego di altre Organizzazioni di Volontariato di Protezione Civileโ. Il riferimento รจ qui alle OdV iscritte all’elenco territoriale della Regione Lazio, che hanno il compito preziosissimo in queste situazioni di fungere da presidi territoriali, fondamentali nello svolgimento di funzioni di vigilanza e di intervento tecnico. Si tratta di strumenti che rivestono unโimportanza primaria specialmente durante le fasi temporalesche intense a rapida evoluzione, che non possono dunque essere attivati solo โove necessarioโ, ma nello specifico avrebbero dovuto essere mobilitati da subito e affiancati al Gruppo Comunale di Protezione Civile.
I dubbi sullโinadeguatezza del complesso di misure previste nei piani di emergenza comunali scaturiscono inoltre dalla tempistica dellโavviso di allerta meteo rivolto alla popolazione in occasione degli eventi dei giorni scorsi, che รจ stato diramato tramite i canali social del Comune solo alle 15:39 del 6 gennaio, quando giร erano in atto precipitazioni abbondanti e i corsi dโacqua si apprestavano a raggiungere il livello massimo.
Piรน in generale, anche alla luce di quanto accaduto ravvisiamo la necessitร di rafforzare in modo significativo, con il concorso di Regione, Provincia e del volontariato, la pianificazione di emergenza comunale, lโazione di vigilanza capillare sul territorio e le modalitร di informazione preventiva al fine di salvaguardare lโincolumitร della popolazione esposta.
Ormai dovremmo averlo capito tutti: non si scherza con il clima fuori controllo in una cittร a forte rischio idrogeologico come Frosinone. ร perciรฒ necessaria la collaborazione di tutti per mettere al centro la prevenzione, da attuarsi non solo durante le emergenze ma anche e soprattutto attraverso politiche che ridisegnino una cittร resiliente, pronta ad affrontare i prossimi eventi meteo estremi con la necessaria preparazione.
A questo fine ribadiamo la richiesta allโamministrazione comunale di predisporre iniziative per la depavimentazione dei suoli sigillati come quella da noi lanciata per il curvone di viale Mazzini e lโinvito ai cittadini a sottoscrivere la petizione lanciata dal nostro circolo affinchรฉ il Comune si doti di un piano di adattamento ai cambiamenti climatici.
Circolo Legambiente “Il Cigno” di Frosinone APS

















